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legge martello

BORGOMANERO-30-11-17-Si è chiuso con

una sentenza di condanna a 1 anno e mezzo di reclusione con la sospensione condizionale della pena, il processo a carico di un quarantenne residente nei dintorni di Borgomanero chiamato dalla procura a rispondere della pesante accusa di violenza sessuale ai danni di una sessantenne, nello specifico madre della sua convivente. Nel corso delle udienze, oltre alla donna, che si è costituita parte civile, sono state ascoltate, quali testi per l’accusa, altre due anziane che, in momenti diversi, erano state oggetto delle “attenzioni” del quarantenne. Tutto era successo una sera di luglio di cinque anni fa quando l’uomo, che aveva una relazione con sua figlia (relazione non proprio benevolmente accettata dalla mamma di lei) dalla quale aveva avuto un figlio, l’aveva invitata a casa sua, dopo cena, per prendere un caffè,  occasione per parlare della “situazione”. La donna, che ascoltata dai giudici aveva ammesso di non avere un buon rapporto con il genero ma che si era messa d’impegno per superare quella sua contrarietà dopo la nascita del nipotino, aveva preso la macchina e l’aveva raggiunto. “Mi ha offerto un caffè – aveva detto – Abbiamo chiacchierato un po’ del fatto che lui aveva trovato un appartamento dove sarebbe andato ad abitare con mia figlia e il bambino. Poi ad un certo punto si è seduto davanti a me e ha iniziato a “toccarsi”. Gli ho detto di smetterla ma lui si è alzato, mi ha abbracciata e ha iniziato a strofinarsi addosso a me. “Ma sei fuori di testa?” gli ho detto; l’ho spinto via, ho aperto la porta di casa e me ne sono andata”. Tornata a casa non aveva raccontato subito alla figlia quello che era successo, si era ripromessa di riprendersi e di parlargliene il giorno successivo. Prima però si era confidata con un’amica, che conosceva il quarantenne, e che di fronte a quel racconto le aveva detto “è successo anche a me ma non ho detto niente per rispetto a tua figlia”. Alla fine lei e la figlia erano andate a casa di lui. “Ha negato e ha detto che ero pazza”. E a quel punto l’ha denunciato. Nella penultima udienza è stata ascoltata un’altra donna, anche lei ultrasessantenne, madre di una ex convivente dell’uomo.“Erano venuti a pranzo da me - ha riferito in aula -  quando tutti se ne sono andati, lui è andato sul divano e mentre io stavo rigovernando la cucina mi ha chiamato. “Lascia stare i lavori” mi ha detto “e vieni qui con me”. Si stava toccando, gli ho gridato di uscire immediatamente da casa”. Il difensore ha preannunciato appello.

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