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Novara progetto palcoscenico

NOVARA- 24-11-2021-- La Provincia di Novara presenta il progetto “Palcoscenico”, videoclip realizzato per invitare a riflettere sul dramma della violenza che molte donne vivono quotidianamente.

Il video, che sarà diffuso attraverso i canali istituzionali dell’Ente nella giornata del 25 novembre, ha visto al lavoro il regista novarese Marco Paracchini.

“I numerosi episodi di violenza nei confronti delle donne e i femminicidi sono la dimostrazione che il percorso di tutela è ancora molto lungo e che la sensibilizzazione dell’opinione pubblica deve essere una costante da parte delle Istituzioni e della società civile e la Provincia di Novara sarà ancora, come sempre, in prima linea”.  Il consigliere delegato alle Pari opportunità Elena Foti rimarca questo aspetto: “Predisposto per dare un messaggio d’impatto in occasione del 25 novembre, il videoclip è stato realizzato, con un contributo di 2.500 euro, con la collaborazione dell’associazione Ufaf onlus”.

“La clip – spiega il consigliere – è stata realizzata al teatro dell’Istituto salesiano San Lorenzo di Novara e racconta come la violenza nei confronti della donna si concretizzi attraverso numerose azioni che vincolano ogni sua libertà e il suo essere persona”.

Come ogni anno la Provincia promuove tutte le iniziative dedicate alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che ci sono state comunicate dai Comuni.

In questi giorni, nel quadriportico di palazzo Natta, “sarà esposta un’installazione, realizzata dagli artisti novaresi Fabrizio Molinario e Massimo Romani, sul tema della violenza contro le donne. Si tratta di due sedie sulle quali sono sedute bambole con il volto celato. Come hanno spiegato gli artisti, le sedie rappresentano l’ambiente domestico nel quale avvengono i femminicidi: ne sono vittime donne invisibili perché non vengono ascoltate, che rimangono sole e chiuse nelle loro pareti domestiche, picchiate e uccise in maniera brutale. Donne che chiedono aiuto, ma senza che nessuno recepisca questo messaggio. Le bambole sedute, simbolo anche di una maternità negata, hanno il volto celato: come tutte le donne che subiscono violenze non si conoscono, se non dopo che hanno subito la violenza. Quest’anno circa sessanta donne hanno chiesto aiuto, ma non ce l’hanno fatta: per ricordarle i loro nomi sono stati scritti sul retro delle sedie”.

Infine, alle 11 del 25 novembre, è stato inoltre convocato, in modalità online, l’incontro del Protocollo d’intesa contro le violenze. “Nel corso della riunione – aggiunge a conclusione il consigliere - le Istituzioni e gli Enti aderenti al Protocollo avranno modo di confrontarsi e di fornire dati sulla situazione nel nostro territorio e aggiornamenti sugli interventi messi in atto per prevenire la violenza di genere”.

Il Protocollo è stato sottoscritto per la prima volta nel 2007. Ne fanno attualmente parte, oltre alla Provincia di Novara, la Prefettura, dalla Procura della Repubblica, dalla Questura, il Tribunale, il Comando del Gruppo provinciale Carabinieri, il Dipartimento Amministrazione penitenziaria-Ufficio esecuzione penale, l’associazione Cammino-Camera Nazionale Avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni, l’Ordine degli Avvocati, l’Ordine degli Psicologi, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità”, dall’Asl Novara, i Comuni di Novara, Arona, Cameri e Oleggio, il Ciss di Borgomanero, il Cisa Ovest Ticino, il Cisas Castelletto Ticino, il Consorzio Casa Gattinara, il Ciss Cusio e la consigliera di parità nella persona di Anna Colombo.

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