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alpaa 2017

VALSESIA- 19-07-2017- Da Milano in Valsesia per passione e mestiere. E ora, Giorgio De Fabiani approda all’Alpàa di Varallo, per una serata di assoluto prestigio che giovedì 20 luglio, a partire dalle  19 animerà piazza San Carlo, per l’occasione ribattezzata ‘Piazza del Gusto’: per il terzo anno consecutivo, lo chef De Fabiani sarà in compagnia di Luciano Alberti, già apprezzato chef stellato e oggi produttore a Coggiola di salumi artigianali e della celebre ‘paletta’. Lo chef De Fabiani proporrà il coniglio nostrano in porchetta, guanciale di Coggiola croccante, patate all’olio Evo e pop-corn di capperi. Una ricetta semplice ma laboriosa: si parte dal coniglio valsesiano, disossato e farcito con il guanciale e la pasta di salame, cardi di montagna, poi arrotolato e cotto al forno. Lo completano le patate lesse e schiacciate al momento, condite semplicemente con olio. E poi il cappero fritto, che diventa come un pop-corn.Giorgio De Fabiani, classe 1975, è a Rassa da 8 anni, quando ha rilevato l’Hostaria di Bricai, che un tempo era lo storico ‘Hotel Alpi’ del piccolo borgo dell’alta valle: la storia di Giorgio e di sua moglie Chiara è quella di un cambio di vita radicale, che li ha portati quassù dalla metropoli milanese. Giorgio ha trasformato in lavoro l’innata passione per la cucina, partendo dal territorio e spingendo l’acceleratore sulla creatività: la sua è l’invenzione di una cucina gourmet che valorizza la Valsesia senza integralismi e, anzi ne sposa i sapori con quanto di buono può giungere da ‘oltreconfine’: il risultato è stato riconosciuto dalle principali guide gastronomiche (dalla Guida dell’Espresso a quella di Repubblica), mentre è di poche settimane fa la presenza sul palco di ‘The Best Chef Awards, per il quale De Fabiani è risultato tra i cuochi selezionati grazie ad oltre 3 milioni di giudizi lasciati dagli utenti sulle principali piattaforme web e portali dedicati al mondo del buon cibo. “La partecipazione all’Alpàa per me è molto importante e, ormai, posso dire che si tratta di una presenza consolidata” spiega lo chef. “E’ un’occasione per incontrare la mia terra nella sua manifestazione di maggior richiamo e poter proporre un mio piatto, far sentire – in mezzo a tanti artisti così importanti – anche la mia voce, non da un microfono ma dalla mia forma d’espressione, che sono i fornelli e la cucina. La Valsesia significa molto per me, è l’essenza stessa della filosofia gastronomica che vogliamo proporre ai Bricai: dimostrare, con i nostri piatti, che si può fare cucina contemporanea e creativa partendo da quegli ingredienti che, nei secoli, sono stati la base di tante preparazioni consolidate, e che hanno sempre rappresentato la base alimentare per i nostri avi: tutto il resto è questione di fantasia, di inventiva, di performance: il costruire quel filo che lega il passato al futuro”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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