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PIEMONTE- 06-01-20231--Chi presta il consenso al vaccino per i ricoverati nelle Rsa? Lo abbiamo chiesto all’avvocato Carlo Crapanzano

 

Abbiamo già trattato dell’ipotesi di obbligatorietà o meno del vaccino. Come ci si comporta invece per i ricoverati nelle rsa?
Da oggi è in vigore il Decreto-Legge 1/2021. L’art. 5 tratta espressamente dell’ipotesi del consenso informato in riferimento ai ricoverati o degenti nelle RSA o in altre strutture sanitarie. Il Decreto prevede che per chi è incapace totalmente di intendere e volere, decide il tutore; per chi è incapace parzialmente di intendere e volere, decide il curatore e per gli altri decide l’amministratore di sostegno.


Quindi basta il consenso di queste persone e l’anziano o il degente riceve il vaccino?
Il comma terzo dell’art. 5 prevede semplicemente il consenso scritto di uno di questi soggetti, ma tale consenso per quanto mi riguarda non basta. La somministrazione del vaccino rientra tra gli atti di straordinaria amministrazione e quindi, nel caso di interdetto, solo il Tribunale può autorizzarlo, così come nel caso di amministratore di sostegno, solo il giudice tutelare può autorizzarlo. Nel caso del parzialmente incapace di intendere e volere, il consenso deve essere espresso congiuntamente dall’inabilitato e dal suo curatore; in caso di contrasto, anche qui, deve decidere il Tribunale. Invece il decreto, non rispettando assolutamente i criteri generali del nostro ordinamento giuridico, permette a soggetti non autorizzati di esprimere un consenso che implica enormi responsabilità. In caso di potenziali problemi alla salute del soggetto incapace e a seguito della vaccinazione, chi ne risponde?


Oltre all’interdetto, all’inabilitato e al soggetto con amministratore di sostegno, vi sono gli incapaci naturali. In questo caso cosa è previsto?
Per gli incapaci naturali (cioè privi di un provvedimento che li dichiari tali), se entro 48 ore (48 ore da cosa?) non è possibile reperire il consenso di un parente, del coniuge o del convivente di fatto, a prendere la decisione se effettuare il vaccino è il direttore sanitario o il responsabile medico della RSA e assume la funzione di amministratore di sostegno. E’ una previsione abnorme e assurda: il direttore o il responsabile medico diventa automaticamente amministratore di sostegno direttamente in forza del Decreto-Legge senza alcuna valutazione da parte del giudice tutelare.

Anche qui, chi risponde in caso di problemi alla salute conseguenti alla vaccinazione?  Che succede se non viene espresso il consenso?
Se non viene prestato il consenso da parte del tutore, del curatore o dell’amministratore di sostegno, il direttore sanitario o il responsabile medico della RSA può chiedere di effettuare il vaccino al giudice tutelare. Della serie, il vaccino va fatto comunque.


Ci sembra di capire che non condivide l’impostazione normativa
Assolutamente! Le sembra normale che in uno stato di diritto, per una decisione così delicata che riguarda la vaccinazione e tutti i conseguenti aspetti per la salute, le persone dichiarate incapaci totalmente o parzialmente di intendere e volere saranno vaccinate senza aver prestato il loro consenso e chi decide per loro non sarà sottoposto ad alcun controllo da parte del Tribunale o del Giudice tutelare come si fa normalmente? Sono esterrefatto. Purtroppo ormai non mi meraviglio più di nulla.

 

 

 

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