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violenza donna
BORGOMANERO – 14-09-2020 – Accolte 5 donne

con i figli, per un totale di 14 persone messe in sicurezza. Questi i casi trattati dal Centro antiviolenza di Borgomanero durante il lockdown, appena resi noti.

“L’inizio del lockdown per il CAV – spiega la psicologa Chiara Zanetta – è stato silenzioso. I telefoni hanno smesso di squillare, nessuna nuova segnalazione. Un silenzio preoccupante e angosciante, sinonimo di impossibilità di parlare e non di tranquillità. Dopo la prima settimana, i primi segnali di risveglio. Donne che, con le accortezze necessarie in un momento di coabitazione costretta, sono riuscite a contattare le operatrici per un colloquio, un consiglio, una indicazione. Abbiamo continuato a sostenere e a incontrare le donne attraverso colloqui telefonici. Le operatrici degli sportelli di Arona, Marano Ticino e Borgomanero hanno continuato a lavorare, tenendo i telefoni sempre accesi. Le accoglienze in emergenza, sono state particolarmente complesse – sottolinea – Sono state messe in sicurezza 5 donne con i figli, per un totale di 14 persone. Nella tutela della salute di operatrici e ospiti, le donne accolte hanno aderito ad un protocollo di prevenzione del Covid-19, la scrupolosità di tutti ha permesso di non aver registrato ad oggi nessun caso di positività al virus”.

Grazie alla tecnologia il CAV è riuscito a portare a termine anche il corso sulle differenze di genere iniziato in presenza presso gli spazi della Fondazione Marazza, che ha permesso di formare un gruppo di volontarie, che saranno attive a sostegno del CAV appena sarà possibile.

E' invece ancora attiva sui canali social la promozione del progetto “Donne per le Donne”, sostenuto da Fondazione Comunità Novarese. “Il primo e urgente bisogno riguarda le emergenze notturne del centro antiviolenza – spiega Zanetta - Spesso il centro Antiviolenza si trova a dover affrontare delle emergenze abitative: a volte le donne che si presentano a chiedere aiuto non hanno una rete di sostegno a cui appoggiarsi nel momento in cui si espongono con una denuncia nei confronti del convivente; da qui la necessità di avere delle risorse economiche per poter agire tempestivamente nello spostamento della donna presso un luogo protetto”.

Eventuali donazioni possono essere effetuate tramite le seguenti modalità:

  • IBAN IT63 T0760110100000018205146 a favore della Fondazione Comunità Novarese onlus indicando nella causale “Donne per le Donne”

  • BOLLETTINO POSTALE c/c n. 18205146 intestato a Fondazione Comunità Novarese onlus indicando nella causale “Donne per le Donne”

  • CONTO PAYPAL all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. intestato a Fondazione Comunità Novarese onlus indicando nella causale “Donne per le Donne”.

 

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