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lago orta foto isola

ORTA SAN GIULIO - 29-06-2020 -- Ancora una volta

è il settore turistico ad essere messo sotto la lente d’ingrandimento e un’analisi precisa e puntuale ci viene offerta da Oreste Primatesta, attivo presidente dell’Unione Turistica Lago d’Orta.
Quella causata da Covid-19 è stata ed è una crisi di tipo sanitario con effetti economici rilevanti, con dimensione globale, poiché riguarda tutto il pianeta,e con limiti temporali non definiti.
Oltre agli effetti a breve termine, è importante tenere in considerazione anche quelli a lungo termine, in particolare è indispensabile analizzare i nuovi modelli comportamentali che vedono e vedranno una modifica di gusti, esigenze e scelte da parte delle persone, con effetti sui consumi e quindi sul mercato.


Il comparto turistico non è immune e ovviamente sta soffrendo e sta facendo i conti con una realtà nuova, in cui è difficile organizzarsi;  Primatesta affida il suo pensiero ad un comunicato stampa. “Parliamo almeno di un taglio di oltre la metà rispetto al bilancio di una stagione normale; gli ospiti che arrivano sul lago d’Orta nel fine settimana, per la stragrande maggioranza, praticano un turismo “mordi e fuggi” partendo e rientrando in giornata e solo in pochi si fermano per la notte, peraltro utilizzando in molti casi i pacchetti offerti a prezzo scontato per far fronte alla crisi. Beninteso, tutti sono i benvenuti e tutti sono accolti sul territorio: ma il termometro della stagione continua a viaggiare ai minimi termini. Saranno decisive le prossime settimane - continua Primatesta- con i primi arrivi degli stranieri e con il consolidamento di un turismo di prossimità nelle zone di media distanza in Italia. Persone in arrivo da un raggio superiore ai 100/150 chilometri che, di fatto, pernotteranno almeno una notte o, più probabilmente, programmeranno una settimana. In ogni caso, abbiamo perso tre mesi decisivi, con i fine settimana di Pasqua e le festività del 25 aprile e del 1° maggio, senza contare i tradizionali “ponti” europei di Ascensione, Pentecoste e Corpus Domini: la stragrande maggioranza dei banchetti è stata annullata o rimandata, così come le cerimonie. Senza contare che, in generale, la crisi di questi mesi ha limitato la capacità di spesa delle famiglie. Pesa moltissimo l’assenza dei gruppi organizzati, soprattutto dall’estero”.


Primatesta esamina questa fase tanto fragile quanto particolare anche dal punto di vista occupazionale: “La situazione è delicata: chi ha riaperto la propria attività ricettiva lo ha fatto a ranghi ridotti, molti lavoratori stagionali non sono potuti ritornare alle proprie occupazioni. Da parte degli imprenditori c’è la volontà di fare tutto il possibile per sostenere la ripresa, ma allo stesso modo va salvaguardata la sostenibilità delle attività, altrimenti si farebbero danni peggiori”.


Una stagione questa: “In ogni caso surreale, con gli operatori hanno dovuto attrezzarsi e districarsi tra tutte le normative necessarie per poter riaprire. Si lavora, tra mascherine e gel disinfettanti, ma è imperativo garantire la sicurezza e lo stiamo facendo. Ovviamente si lavora molto di più nei fine settimana. Nel weekend i molti ristoranti tornano ad avere un buon flusso di clientela, anche i locali dove si può fare un aperitivo, soprattutto sfruttando gli spazi aperti. Ma durante la settimana, la situazione è molto più complessa: di fatto è impossibile fare ogni programmazione, certo è che i numeri sono lontanissimi da quelli di un recente passato. Certamente dovremo scordarci le presenze registrate lo scorso anno”.
Uno scenario comune a quello del comprensorio del Distretto dei Laghi che -rivela Primatesta- : “Passerà da 3 milioni di presenze annue registrate negli scorsi anni a un milione scarso, secondo le prime previsioni; sarà necessario lavorare duramente per la promozione del territorio con una road map serrata, a partire dal prossimo autunno, momento in cui dovremo concentrarci sulla stagione del prossimo anno”
Oreste Primatesta conclude facendo un appello alle istituzioni: “Lasciate fare il più possibile a noi operatori, che il mercato lo conosciamo, ma aiutate il sistema delle associazioni e dei consorzi. Non è il momento di disperdere energie in progetti che nulla o poco possono incidere sul turismo per il futuro”.


r.a.

 

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