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mamre bosnia copertina

BORGOMANERO – 09-10-2019 – Si è conclusa

pochi giorni fa la sesta missione umanitaria dell’associazione Mamre di Borgomanero in Bosnia. Era formata da sei volontari di Mamre, guidati dal persidente Mario Metti, e due della Croce Rossa di Arona, che ha messo a disposizione anche un mezzo.

I volontari sono stati a Vucjak, dove da pochi mesi è stato allestito un campo profughi in un’ex discarica di rifiuti tossici a cielo aperto. In Bosnia hanno portato due furgoni stipati di indumenti invernali, scarpe, tantissimi k-wai e grandi rotoli di teli di plastica trasparente per le tende da campo. Nel campo vivono almeno cinquecento, quasi tutti giovani uomini, che sperono di poter arrivare in Europa, affrontando il passaggio nei boschi della Croazia prima e della Slovenia poi per giungere a Trieste. “Nei boschi questi ragazzi vengono catturati, derubati, viene loro rotto il cellulare, vengono picchiati e respinti togliendo loro anche le scarpe per rendere più difficile il cammino” spiega Mario Metti rientrato dalla missione e pronto a ripartire di nuovo a fine mese. Il 31 ottobre sarà nuovamente a Bihac e Velika Kladusa, passaggi obbligati della rotta balcanica, percorsa da migliaia di persone provenienti da Siria, Afghanistan e Pakistan. “Saremo lì – continua Metti - Per portare scarpe invernali, prodotti per l’igiene personale, materiale sanitario, ma vi chiediamo di collaborare anche e soprattutto per far conoscere questa tragica realtà che è qui alle nostre porte, a 750 km da Borgomanero”.

 

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