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ARONA-28-10-2016- Partecipato confronto giovedì sera nell'Aula Magna del Comune di Arona dove gli ospiti Stefano Bruno Galli (LN), docente di storia delle dottrine politiche all' Università di Milano, e l'on.le Enrico Borghi (PD), moderati dal sindaco Alberto Gusmeroli, hanno espresso le loro tesi in materia di referendum. Il dibattito è iniziato con 10 minuti testa a testa, con cui entrambi hanno spiegato le ragioni del si e del no. Così l'onorevole Borghi: “Ci sono due questioni di fondo, questo non è un referendum come tutti gli altri, ma per la terza volta nella storia della repubblica è un referendum dove decide chi va a votare. Questo è un paese nel quale a parole tutti sono per il cambiamento, con un governo che dal 1979 si è dotato solo con l'attuale di un ministro per le riforme. Di tutti i paesi europei siamo l'unico che ha due camere, noi e la Bosnia. L'attuale costituzione è stata stilata in questo modo in quanto i costituenti non si fidavano uno dell'altro, perché bisognava costruire un contenuto istituzionale che facesse da garanzia. Se vinceranno i si la camera dei deputati rappresenterà la nazione, ed il senato i territori. Inoltre con l'ordinamento nuovo si garantiscono tempo e responsabilità certe, e tutto viene semplificato. Se vince il no non ci riformeremo mai. Bisogna votare si per guardare avanti e fare una riforma seria e competente”.

La replica di Galli “Sono in imbarazzo a parlare di Renzi e della Boschi come “costituenti”. Le riforme devono essere fatte da una autorità superiore, il potere esecutivo ed il potere costituente devono essere diversi. L'attuale parlamento non è delegittimato ma il suo potere ha rotto il rapporto tra elettori ed eletti. Per fortuna questa riforma non è passata in aula, per ben tre volte, perché sarebbe stato un furto di democrazia. È una riforma che stravolge, invasiva, siamo al limite delle procedure che caratterizzano uno stato democratico. All'interno della riforma ci sono grosse contraddizioni, e sicuramente aumenteranno i costi. L'attuale sistema può funzionare velocemente, e ce l'ha dimostrato Renzi con la legge elettorale, la riforma del lavoro ecc. Il vero problema di questo paese sono le istituzioni che non funzionano. Per concludere se pensiamo a Svizzera e Stati Uniti, che sono dotate di bicameralismo, non mi sembra stiano andando così male”.

 

 

 

 

 

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