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tachimetro auto

BORGOMANERO-09-10-17-Stava viaggiando in

auto con la moglie quando, improvvisamente, da una stradina sterrata laterale era sbucata una macchina il cui conducente ignorando qualsiasi  norma non solo del codice della strada ma anche della civile convivenza, senza badare tanto per il sottile si era immesso tagliando la strada all’altro automobilista. Che dopo aver frenato bruscamente si era lasciato andare alle prevedibili rimostranze: aveva dato qualche colpo di clacson e magari aveva fatto qualche gesto eloquente con la mano. Si aspettava forse che la discussione proseguisse, come spesso accade tra automobilisti un po’ irascibili, ma quel che non si aspettava di certo era che l’altro, dopo aver imboccato una rotatoria, si fermasse nel bel mezzo e costringesse lui a fare altrettanto. Da quell’auto, era sceso un uomo, cinquantenne, brizzolato, corpulento e soprattutto molto nervoso. Si era diretto con passo sicuro verso la macchina della coppia, aveva spalancato la portiera del conducente e aveva iniziato a profferire una serie di ingiurie e di minacce. “Vieni giù che ti spacco la faccia, scendi se hai il coraggio che ti ammazzo”. Prevedibile sia lo sconcerto del malcapitato, reo a quanto pare solo di aver segnalato una scorrettezza, che avrebbe potuto anche finire con un incidente, sia la paura; e la moglie che gli era seduta accanto, forse per reazione all’assurdità della situazione, si era messa a gridare anche lei. Grida che avevano infastidito l’altro che, abbandonato l’interesse per il conducente si era spostato dalla parte del passeggero. Prima si è avventato sulla portiera, che però era chiusa, e allora senza perdersi d’animo e, soprattutto senza desistere dai suoi propositi, si è concentrato sul finestrino semi aperto: si è appoggiato con entrambe le mani e con tutta la forza che aveva lo ha abbassato quel tanto che bastava per afferrare la donna per i capelli. E non pago le aveva anche sputato addosso. La situazione a quel punto rischiava seriamente di prendere una brutta piega e così l’automobilista, non trovando altre vie di fuga per togliersi da quell’impiccio, senza pensarci su due volte ha ingranato la prima e passando sul cordolo della rotatoria è partito a gran velocità fermandosi solo quando aveva messo quella che gli era sembrata una ragionevole distanza di sicurezza tra sé e l’altro. Poi era andato dai carabinieri e aveva denunciato l’accaduto avendo cura di riferire anche il numero di targa dell’auto di quell’irascibile sconosciuto. E i carabinieri non hanno impiegato molto a risalire all’identità dell’automobilista. L’uomo, denunciato, è comparso davanti al giudice di pace di Novara per rispondere delle accuse di ingiurie e minacce nei confronti di lui, ingiurie e percosse nei confronti di lei, entrambi costituiti parte civile con l’avvocato Marco Milan. E il giudice lo ha condannato a 600 euro di multa, 1900 euro per danni morali alla donna, 700 al marito

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