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SAN MAURIZIO D'OPAGLIO- 27-10-2021 -- "Resterai sempre con noi”. Questo è il messaggio che i Sanmauriziesi si hanno voluto lasciare a Don Massimo Volpati nel giorno della sua ultima messa da parroco di San Maurizio d’Opaglio officiata domenica 24 ottobre. In una chiesa stracolma, tanto che per rispettare le regole anti COVID sono state installate delle casse all’esterno, il saluto dei concittadini è stato affettuoso e commosso e quel messaggio di presenza all’interno della comunità, è andato oltre alla semplice idea. Ne è la prova il fatto che, al termine della funzione, il sindaco Agostino Fortis, ha consegnato le chiavi del paese a don Massimo. “Una consegna simbolica - ha detto il sindaco - ma che ha un valore profondo, don Massimo resterà sempre con noi. A lui vanno i ringraziamenti di tutta la comunità per il lavoro svolto, ha saputo tessere legami e far nascere e crescere nuovi progetti. Ha saputo valorizzare molte cose compresi anche gli edifici della comunità. Un punto di incontro per il tessuto sociale del paese”.

 

Sono tante le iniziative promosse dal parroco durante questi anni. La ripresa dell’oratorio, il gruppo ecclesiale, i chierichetti (che hanno subito con lui, causa covid, anche uno sviluppo tecnologico per trasmettere la santa messa in streaming), il coro e i gruppi di preghiera solo per citarne alcune. Ed è proprio questo, forse, il rammarico per don Massimo, che ha accettato la chiamata del vescovo con un po’ di titubanza iniziale.

 

“La mia nomina a San Maurizio - ha detto durante la sua omelia - è stata una delle ultime di Mons Renato Corti. Uno dei consigli che mi diede fu di scrivere un diario delle giornate particolari del mio percorso. Sicuramente oggi, con tutte le emozioni che porta con sé, è una di quelle. Sto vivendo questi momenti sostenendomi con una metafora. Sono arrivato al tramonto di una giornata. All’indomani, ricomincerò il mio cammino. Durante questa giornata ho incontrato tante persone, tessuto amicizie, ho sostenuto e ottenuto sostegno. Non nascondo che il mio sì, per la nuova destinazione di Sant’Agabio a Novara, è stata ricca di titubanze. Perché avrei dovuto lasciare tutti i progetti, questo percorso ben avviato e ricominciare da capo? Dio mi ha preso per braccio. E’ vero non sono andato io verso di lui ma è stato lui a venire verso di me e mi ha aperto gli occhi. Gesù ha detto: ‘Mettiti a servizio anche tu’. Chi chiama è lui, è Gesù, e bisogna seguire la sua strada: vivere per servire. Ringrazio Dio per il cammino fatto, ho instaurato con voi rapporti di amicizia e stima. Non sono nato parroco e non lo ero prima di San Maurizio. Ho imparato il mestiere stando con voi, ho lavorato anche sulla mia personalità, con pazienza, così come facevano gli scalpellini della Madonna del Sasso, così ho modellato la mia personalità. Abbiamo lavorato molto sulla chiesa, sul canto, sull’oratorio. Ringrazio l’amministrazione comunale con cui ho sempre instaurato un ottimo rapporto per far crescere i progetti anche nel mondo della scuola. Grazie alle associazioni sportive, per la crescita umana dei nostri ragazzi. Grazie alle associazioni delle frazioni e a tutti quanti, compresi coloro che sono al di fuori della parrocchia, ma che comunque si sono sempre messi in gioco per far crescere la comunità. Grazie alle associazioni di volontariato. Conosco il mio successore (don Adiano Miazza ndr) e sono sicuro di lasciarvi in buone mani”.

 

La comunità ha voluto salutare ‘Il don’ con alcuni regali: la bibbia per le parole su cui si è costruito il rapporto; un fotolibro con tutte le iniziative effettuate; un ritratto in carboncino; un orologio da parte dei chierichetti per il tempo passato insieme e una busta con le offerte per le prime spese che dovrà affrontare nella sua nuova avventura. “Dire grazie a te don Massimo - è stato letto come commiato da un rappresentante della comunità parrocchiale - vuol dire ringraziare Dio per aver mandato te. Grazie don Massimo per quanto fatto e per la pazienza. Non sempre è facile mediare per creare unità. Questa sarà sempre casa tua”. Alla fine della messa, sul sagrato della chiesa, un aperitivo per salutare le persone accorse alla funzione arricchita dalla performance di Annika Locci che, ha eseguito il brano My Way.

 

Maurizio Ferlaino

 

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